Martedì grasso a Foiano
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| Martedì grasso a Foiano |
| primaria Frà Benedetto Tiezzi |
| primaria Vittorio Fossombroni |
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I TESTAMENTI
DI RE GIOCONDO 2010 Classe 5^- scuola primaria “G. Galilei”“Diamo lettura del Testamento di re Giocondo”:
Son Giocondo e son tornato a Foiano a rallegrar,,
con le maschere e i colori, questo vostro carneval.Un regale funerale e una lieta melodia
accompagnano il gran rogo che il carnevale porta via.
In un mondo assai sconvolto da catastrofi e follia,
vengo oggi qui a portare la mia lieta compagnia,
non per togliere le menti dai problemi delle genti,
ma per dare l’allegria a chi ha in cuore i lor lamenti.
Che la veste arcobaleno porti in grande quantità,
agli adulti ed ai bambini, pace e gran serenità.
Or però giunto è il momento di lasciar l’eredità,
con il Nostro Testamento, alla gente di ogni età.
Il vostro Dirigente, affidabile e presente,
lavora tutto il giorno per non trascurar niente.
Di corsa i corridoi percorre a passo lieve
e le maestre dietro a dirle: ”Mi riceve?”
Più tempo lascio ad Anna perché in quattro e quattr’otto
di una giornata le ore diventin quarantotto!
Le lascio pure un letto, per riposare a volte,
quando il da fare è troppo, da lavorar di notte.
Lo pongo in presidenza con un bel baldacchino
ed alla vostra preside io faccio un bell’inchino,
perché il suo impegno intenso e la sua diligenza,
fan della vostra scuola proprio un’eccellenza.
Al Pino dunque ora io porgo i miei saluti:
un anno è ormai passato e i bimbi son cresciuti.
Ci sono anche i piccini che con la simpatia
han conquistato tutti, portando l’allegria.
A loro lascio in dono un tocco di magia,
perché con men fatica percorrano la via
per arrivare un giorno ad esser dei dottori
e per il loro impegno ricever tanti onori.
Quest’anno un po’ nefasto ha tolto una docente,
creando un grande guasto a tutta questa gente.
Ma impavide e tenaci han fatto un bel programma,
del Pino le maestre, per superare il dramma.
Io lascio loro in dono pazienza in quantità,
per lavorare bene anche in difficoltà
e un grande tabellone, allegro e colorato,
per appuntar l’orario quest’anno assai intricato.
Un giorno le custodi, nella bidelle ria,
smistavan fogli e fogli con grande maestria.
Ma a un tratto un forte vento, da dove non si sa,
fece volare i fogli, dispersi qua e là.
“Che cosa sta accadendo?” si chiesero stupite,
certe che le finestre avean tutte serrate.
Da dove quel gran vento potesse mai arrivare,
si accorsero ben presto, seguendone il rumore.
Una finestra alta, del vetro essendo priva,
faceva entrare l’aria e tutto congelava.
Per evitar l’incendio, a loro fu spiegato,
che il vetro non poteva esser lì collocato.
Alle vostre bidelle, che sempre al freddo stanno,
lascio un bel caminetto per riparare il danno,
così che finalmente non battano più i denti
e possan col calduccio calmare i lor lamenti.
In troppi nel cortile bambini il dì giocate,
facendo tante corse e un mucchio di risate.
Ma il traffico è assai intenso alla ricreazione,
così che le insegnanti son sempre in gran tensione.
A tutte le maestre, che son la vostra guida,
del vigil la paletta io lascio come sfida,
perché con attenzione e militar rigore,
del traffico bambino, dirigan la circolazione
Le bimbe di seconda hanno inventato un gioco…
per farlo tutti insieme ci vuol davvero poco:
un velo improvvisato, del trucco e un bell’invito,
va in scena un matrimonio e tutte han già marito.
Ma il direttor del coro ne avanza di pretese
che troppo ai dolci sposi prolungano le attese:
le foto, gl’invitati, gli abiti ed i confetti…
con grande precisione vuole che sian perfetti.
Regale finalmente sfila il ricevimento
in testa gli sposini: è proprio un grande evento!
Tutti pronti ad assistere alla sacra funzione,
ma non si trova il prete per celebrar l’unione!
L’Augusta con pazienza le liti sa da calmare,
ma un bravo sacerdote non sa come trovare;
la tonaca di prete così veste in un momento
e celebra lei stessa il gran ricevimento.
Del riso lascio in dono, che com’è tradizione,
si tira ai dolci sposi per celebrar l’unione
e alla maestra Augusta, un gran cerimoniere,
che in caso di altre nozze sappia ben organizzare.
Del forte Ronaldinho son grandi estimatori
i maschi della terza, aspiranti calciatori.
Con i pezzi di carta lor fanno un bel pallone
e una partita inscenano alla ricreazione.
“Fermatevi è vietato!” si sentono gridare,
“Se va in faccia a qualcuno potete fargli male!”.
Così la palla è tolta e tanta delusione
resta nel poco tempo della ricreazione.
Il pomo del mio scettro lascio in eredità,
che è di gommapiuma e danni non ne fa.
A calcio gli sportivi potranno inver giocare
senza rischiare sempre un vetro di spaccare.
I bimbi della quarta hanno una tradizione
che fin da piccolini è proprio un’ eccezione:
la caccia nel cortile danno ai rari insetti
e li racchiudon poi dentro a dei vasetti.
Mantidi e cavallette son la lor specialità…
quando ne trovan una…che gran felicità!
Fieri dalle maestre corron con l’ostaggio,
ma queste molto spesso mancan di coraggio.
Di corsa nel cortile cominciano a scappare,
quegli esserini strani non riescono a guardare!!!
“Aiuto! Andate via!” si sente in un momento,
“Portate più lontano il vostro allevamento!”.
Un fazzoletto d’erba e tanti bei retini
lascio dietro la scuola a tutti quei bambini,
così gl’insetti rari potranno catturare
e in quello strano zoo le bestie rallevare.
Spiegava tutta intenta, di quinta l’insegnante,
quand’ecco si sentì una melodia sonante.
L’orsetto di Sofia al Milan “Alé” cantò…
da stadio l’allegria in classe diventò.
“Chi canta?” chiese irata “Chi fa questo baccano?”
mentre l’inno del Milan faceva un gran frastuono.
Subito a sua discolpa, la bimba preoccupata,
disse con voce ferma che lei non era stata.
La classe, tutta quanta, rideva divertita,
ma la maestra, invece, si era un po’ arrabbiata.
Rassicurò la bimba e poi sgridò con urla,
per quello scherzo sciocco, l’autore della burla.
Lascio allo sventurato un pupazzino muto,
che pure se schiacciato, non lanci alcun acuto.
A questi bimbi grandi, che alle medie andranno,
io lascio la speranza che un gran successo avranno.
Ed alle lor maestre, che li hanno tanto amati,
uno splendido ricordo degli anni insiem passati.
Ma in questo lieto luogo è dunque giunta l’ora
di dare al capoluogo la mia real parola…
Ultimo aggiornamento ( Giovedì 25 Febbraio 2010 13:28 )
